Sai già le novità sul Bonus Pubblicità? Ti restituisce il 50% del totale dei tuoi investimenti per la pubblicità della tua azienda.

Grazie al Bonus Pubblicità già inserito nel Decreto Cura Italia e aggiornato ora con il Decreto Rilancio puoi vedere rientrare la metà della tua spesa per la diffusione di video promozionali destinati a canali televisivi, analogici o web!

 Cos’è il Bonus Pubblicità?

 Il Bonus è l’agevolazione statale che ha l’obiettivo di aiutare aziende e professionisti a crescere grazie all’attività promozionale.

Con il Bonus Pubblicità 2020, il 50% di quello che spendi in pubblicità ti viene restituito sotto forma di credito di imposta.

Rispetto a quanto previsto nel Decreto Cura Italia, che prometteva di restituire il 30% del valore incrementale della spesa, il Decreto Rilancio del 13 maggio 2020 ha portato il valore del bonus al 50%, e sul totale degli investimenti pubblicitari effettuati.

Il tetto massimo stanziato per tale spesa è di 60 milioni di euro.

Cosa rientra nel Bonus?

Tra gli investimenti che rientrano nel bonus pubblicità vi sono:

  •    la pubblicità sui giornali, sia digitali che cartacei
  •    la pubblicità sulle emittenti televisive, analogiche e digitali, locali e nazionali
  •    la pubblicità sulle emittenti radiofoniche, analogiche e digitali, locali e nazionali

Le spese ammesse sono quelle relative all’acquisto di spazi pubblicitari su magazine stampati, digitali e siti internet con la fondamentale condizione che devono necessariamente, essere testate giornalistiche registrate al Tribunale con un direttore responsabile di riferimento.

Cosa non rientra?

Non rientrano, invece, tra le spese previste dal Bonus Pubblicità

  •   gli annunci pubblicitari sui motori di ricerca e sui social media (Facebook, Instagram, Youtube, Twitter, ecc);
  •   i volantini cartacei periodici, cartellonistica, grafica pubblicitaria e tutte le altre forme di pubblicità su canali diversi da quelli elencati sopra
  •   le spese accessorie e costi di intermediazione
  • – Pubblicità acquistata attraverso gli spazi di pubblicità di Google
  • – Siti web non registrati come testata giornalistica

Chi può usufruire del Bonus?

I soggetti che possono usufruire del Bonus Pubblicità sono:

  •   Le imprese
  •   I lavoratori autonomi
  •   Gli enti non commerciali

 

Come richiedere il Bonus Pubblicità?

 Se rientri tra i soggetti previsti, puoi presentare domanda per il Bonus Pubblicità attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate tra il 1° e il 30 settembre 2020.

Le domande presentate tra il 1° e il 31 marzo 2020 restano comunque valide e saranno adeguate automaticamente alle nuove disposizioni.

Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite il modello F24.

Per i modelli da compilare per ottenere il bonus e le relative istruzioni, puoi consultare il sito del Dipartimento per l’informazione e l’editoria https://informazioneeditoria.gov.it/it/ o quello dell’Agenzia delle entrate https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/.

Riportiamo di seguito il testo dell’art. 186 del Decreto Rilancio, relativo al Credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari

“1. All’articolo 57-bis del decreto-legge 24 aprile 2017 n. 50, convertito con modificazione dalla legge 21 giugno 2017 n. 96, come modificato dall’articolo 98 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, il comma 1-ter è sostituito dal
seguente: “1-ter. Limitatamente all’anno 2020, il credito d’imposta di cui al comma 1 è concesso, ai medesimi soggetti ivi contemplati, nella misura unica del 50 per cento del valore degli investimenti effettuati, e in ogni caso nei limiti dei regolamenti dell’Unione europea richiamati al comma 1, entro il
limite massimo di 60 milioni di euro, che costituisce tetto di spesa. Il beneficio è concesso nel limite di 40 milioni di euro per gli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche online, e nel limite di 20 milioni di euro per gli investimenti pubblicitari effettuati sulle emittenti 
televisive e radiofoniche locali e nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato.

Alla copertura del relativo onere finanziario si provvede mediante corrispondente riduzione delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, di cui all’articolo 1 della legge 26 ottobre 2016, n. 198. La predetta riduzione del Fondo è da imputare per 40 milioni di euro sulla quota spettante alla Presidenza del Consiglio dei ministri e per 20 milioni di euro alla quota spettante al Ministero dello sviluppo economico.

Ai fini della concessione del credito d’imposta si applicano, per i profili non derogati dalla presente disposizione, le norme recate dal regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16 maggio 2018, n. 90. Per l’anno 2020, la comunicazione telematica di cui all’articolo 5, comma 1, del predetto decreto è presentata nel periodo compreso tra il 1° ed il 30 settembre del medesimo anno, con le modalità stabilite nello stesso articolo 5.

Le comunicazioni telematiche trasmesse nel periodo compreso tra il 1° ed il 31 marzo 2020 restano comunque valide. Per le finalità di cui al presente comma, il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, di cui all’articolo 1 della legge 26 ottobre 2016, n. 198, è incrementato nella misura
di 32,5 milioni di euro per l’anno 2020.”.
2. Alla copertura degli oneri derivanti dal comma 1, pari a 32,5 milioni di euro per l’anno 2020 si provvede ai sensi dell’articolo 265″.

Con il Bonus Pubblicità 2020, diffondere un video promozionale per la tua azienda è ancor più vantaggioso!

 Cosa aspetti? Contattaci per una consulenza!